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Cosa si ottiene ancora con la Canapa?

La Canapa per sostituire gradualmente i materiali plastici non-degradabili.

La pianta di canapa è costituita da una parte fibrosa esterna e da una parte legnosa interna, il cosiddetto canapulo. La fibra è molto resistente a sforzi di trazione e al logorio, ideale appunto per tessili e cordami, mentre il canapulo ha un’elevata capacità di assorbire i liquidi ed è ricco di silicio, componente a cui deve le sue ottime proprietà isolanti. La canapa contiene inoltre cellulosa, da cui si possono produrre bio-plastiche riciclabili ed ecologiche, da utilizzare in sostituzione dei derivati del petrolio.

Il filamento in canapa bio-plastica, brevetto mondiale, tutto italiano, alimenta stampanti 3D in grado di creare a costi contenuti ed in breve tempo, suppellettili e contenitori, utilizzabili, oltre che per l’arredo e per l’uso quotidiano nelle case, anche per contenere alimenti, verdura ed ortaggi, con evidente azzeramento dell’impatto inquinante dei materiali impiegati al giorno d’oggi, ad esempio nella grande distribuzione alimentare.

La Canapa per scrivere, avvolgere ed imballare.

L’altissimo contenuto igroscopico della polpa di Canapa, ricca di amido e cellulosa, ne fa la Regina della Carta e del Cartone. Con la lavorazione di quella materia naturale, l’industria cartaria e la manifattura artigiana sono in grado di ottenere carte pregiatissime tutte nazionali, carta più spessa per imballo e regalo e cartoni totalmente bio-degradabili per il movimento e la protezione dagli urti delle merci in viaggio. Una totale rivoluzione, che impedisce il taglio sconsiderato di intere foreste arboree, depauperando il ricambio di ossigeno nell’aria che respiriamo. La Canapa ci offre anche questa antica e moderna soluzione, con il minore degli sforzi, implementando un settore manifatturiero della carta, ove l’Italia era leader indiscussa fino a 20 anni fa e che ha subito forti contraccolpi dalla crisi che stiamo vivendo.

La Canapa per l’allevamento delle razze da carne, da uova e da latte.

La Cannabis, sia nei suoi derivati primari, farine, semi e inflorescenze, che nei suoi materiali di scarto quali il fogliame, è in grado di fornire un ottimo complemento per l’alimentazione animale.

Uno studio recente pubblicato sul “Journal of Medicine”, ad esempio, ha dimostrato che il pollame alimentano con semi e farine di canapa, studiato in rapporto ad altro, nutrito con semi di chia, di lino e di colza, ha fornito uova di dimensioni maggiori e più pesanti, il cui tuorlo conteneva tassi maggiori di Omega 3 e 6 e qualità nutritive superiori al campione restante.

Il CNR con il progetto Filagra, sta studiando questi foraggi da qualche anno, anche con le specie caprine e ovine da latte, per ottenere formaggi che abbiano caratteristiche nutrienti e curative allo stesso tempo, la nutraceutica, appunto, la scienza che studia la possibilità di guarire mangiando.

La Canapa come biomassa di grande resa.

L’ottima capacità fermentativa della Canapa la rende ideale per la produzione di bio-metano, da reimpiegare in agricoltura e anche come combustibile bio-massa per la produzione di energia negli impianti a pirolisi e co-generazione, in grado di sfruttare a pieno il materiale di risulta delle lavorazioni di questo vegetale, trasformandolo in ulteriore ricchezza.

La Canapa per la Bellezza e l’Igiene personale nell’industria cosmetica.

I principi attivi contenuti dalla Cannabis e gli olii fortemente emollienti, lenitivi ed anti-infiammatori, estratti dai suoi semi, sono molto indicati e preziosi per l’industria cosmetica e dei prodotti per l’igiene quotidiana di grandi e bambini. Il sapone alla Canapa è estremamente delicato, anche per pelli irritate ed allergiche. L’olio è un potente nutriente ed elasticizzante del derma ed è una base per creme cosmetiche naturali e totalmente anallergiche, ideali per il buon mantenimento della cute.

La Canapa, fibra naturale per eccellenza. Una chance per il Made in Italy.

Dalle fibre della Canapa si estrae da millenni un filato resistente, elastico e duraturo, una volte, come detto impiegato per cordami, sacchi, tela, vele e tessuti di fattura più fine, per tendaggi, rivestimenti d’arredo, tappezzerie, asciugamani e lenzuola, anche finemente ricamati per i corredi più eleganti.

Questa manifattura della Canapa deve riprendere vigore, con il know-how tecnologico dei giorni nostri e il gusto tutto italiano del design e della confezione, sia per l’arredamento che per l’abbigliamento, maschile e femminile. Una fibra naturale, traspirante, freschissima ed anallergica che deve tornare a far bella mostra di sé nei nostri armadi e nelle nostre case.

Il seme di Canapa: una produzione nazionale per l’Italia e per il Mondo.

Una voce economica importante da sviluppare per un mercato internazionale in rapida crescita è quella relativa alla produzione delle sementi di Canapa, nelle sue varianti specifiche.

Non è noto ai più che l’approvvigionamento delle sementi approvate dalle tabelle europee per le specifiche varietà della Cannabis proviene dall’estero. L’Italia è costretta a comprare le sementi, prenotandole con larghissimo anticipo, data l’enorme richiesta internazionale, da Paesi che hanno creato già una sorta di “monopolio del seme”, quali la Francia, la Svizzera e la Germania.

L’Italia potrebbe facilmente accaparrarsi quell’importantissima fetta di mercato internazionale del seme selezionato, destinando aree agricole alla sola riproduzione controllata delle sementi delle cultivar approvate dall’Unione Europea per la coltivazione, diventando leader del settore sementifero di questa varietà.

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